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Giugno 2016 - Ansia e Paura <<Nuovi ritrovamenti di rifiuti nelle campagne salentine, e questa volta anche tracce di radioattività>> di  Martina Calcagnile classe III B Istituto Comprensivo “Ammirato Falcone” Lecce L'immagine di Gomorra si usa spesso quando si parla di rifiuti e in questa occasione il paragone sembra particolarmente calzante. La scena delle gru guidate dai bambini in fondo alla cava che incominciano a scavare sotto gli ordini di un Servillo straordinariamente ispirato, cominciano appunto a svuotare quello che non sanno che in fondo diventerà il loro cimitero. La scena di una pungente quanto cruda opera di sceneggiatura è un’amara realtà. Poiché si torna a parlare di rifiuti tossici e nucleari nel nostro sud. Lo scenario però si è decentrato, non si tratta più solo della, ormai tristemente nota alle cronache,  “terra dei fuochi” napoletana,  bensì della Puglia, di quella Puglia che da Nord a Sud, da Foggia a Leuca, ha un'anima che puzza. Occorre chiamarla  da "la nuova terra dei fuochi" a "terra degli zombie", perché più si scava e più si scopre che il territorio  è pieno  zeppo di quei mostri seppelliti trent'anni fa: che oggi rischiano di diventare letali per la popolazione.

Zombie sono quell'immondizia, quegli scarti, quei rifiuti seppelliti come un tesoro dalla criminalità organizzata negli anni Settanta, Ottanta e Novanta e che oggi cominciano a riaffiorare dalla terra ogni volta che una pala meccanica addenta, scava o solleva.

La violenza subita è il risultato di collusioni tra politica e criminalità che, come in tante altre zone del nostro Paese, hanno anteposto i loro interessi alla salute pubblica.

Cambiare si può, ma il cambiamento deve avvenire nelle coscienze e nella morale di chi ci  governa. Noi giovani siamo il futuro e solo noi possiamo far sì che ci sia un’inversione di tendenza per garantire alle future generazioni una migliore qualità della vita.

Articolo presentato dalla giovane studentessa e nostra fervida sostenitrice durante il convegno "Laudato sii per nostra sora terra" tenutosi a Otranto il 28 maggio alla presenza del presidente della regione Puglia Michele Emiliano.

 

Aprile 2016 - Una buona Notizia - Trovata una casa a due tartarughe

Due esemplari di cheramys scripta di 18 anni presi in custodia a settembre 2014 dal WWF Salento in quanto i due anziani proprietari non erano più in grado di gestirle. Adottate, alimentate e curate dai volontari dell'associazione e non potendo essere liberate in natura perchè provenienti dai fiumi del Centro America, hanno trovato stallo definitivo in una vasca di Villa Iris (rinomato e elegante centro per anziani in via Cesare Battisti a Lecce) dove sono presenti altri esemplari. Il WWF Salento ringrazia il centro per la grande disponibilità e in particolare la direzione e la dott.ssa Giovanna.

 

 

Febbraio 2016 -  Il 14 febbraio: A Passeggio tra i <<tesori>> della Valle della Cupa.

 

 

Novembre 2015 - Xylella: Il WWF nazionale ricorre contro il piano Silletti. No all’abbattimento delle piante sane. Il WWF nazionale impugna al Tar Lazio il Piano Silletti bis, chiede chiarezza e ingiunge di sospendere gli abbattimenti degli ulivi sani.

“A tutt’oggi non ci sono prove che abbattere gli alberi sani nel raggio di 100 metri dai focolai d’infezione, serva a fermare la Xylella”. Ne sono convinti gli ambientalisti del WWF Italia guidati dalla giornalista Donatella Bianchi, la grande organizzazione internazionale scende in campo per la salvaguardia degli ulivi pugliesi. “Occorre approfondire il campo d’indagine – sostiene Donatella Bianchi - Il provvedimento di estirpazione appare peraltro di dubbio fondamento giuridico. In attesa di maggiore chiarezza gli abbattimenti vanno sospesi. Il caso della Puglia come quello di tante altre emergenze nazionali è stato affrontato in modo drastico, non corrisponde all’approccio che la nostra associazione ha veulivi-xylellarso gli equilibri naturali che vanno salvaguardati ad ogni costo”.   

Il WWF Italia ricorre davanti al Tar del Lazio e impugna il provvedimento del commissario pugliese anti Xylella Giuseppe Silletti bis nella parte in cui impone l’abbattimento degli alberi non infetti nel raggio di 100 metri dagli ulivi colpiti dalla malattia.  “Non appare utile abbattere gli ulivi sani - afferma Nicolò Carnimeo delegato regionale Puglia del WWF - la nostra è anche una battaglia di buon senso e cautela, la ricerca sta andando avanti, bisogna soluzioni alternative praticabili e il provvedimento così com’è appare privo di basi scientifiche. E siamo felici che a livello nazionale e internazionale ci sia stata condivisione di questa importante battaglia territoriale”

Anche la direttiva della Commissione europea non parla di abbattimento degli alberi sani. Un provvedimento, locale o nazionale, non può assolutamente oltrepassare una deliberazione comunitaria.  Si chiede al Tar Lazio di pronunciarsi con l’auspicio che viste le argomentazioni di “interesse europeo” ci sia un rinvio pregiudiziale alla Corte di Giustizia europea.

Anche alla luce   di un documento di studio redatto dal gruppo di ricerca L.A.I.R. (acronimo per “Law and Agroecology – Ius et Rus”), cui partecipano professori e ricercatori dell’Università del Salento coadiuvati da giovani studiosi, il WWF contesta il piano Anti Xylella, presentato dal Commissario straordinario per l’emergenza e si dice pronto a nuove forme di lotta. 

Il contesto attuale, dicono gli studiosi del gruppo L.AI.R. e i volontari ed esperti del WWF  appare caratterizzato da una forte polarizzazione delle posizioni: da un lato, coloro che affermano che l’estirpazione degli ulivi non infetti nel raggio di 100 metri da quelli infetti sarebbe una misura del tutto legittima ed, anzi, l’unica possibile per fronteggiare l’emergenza, dunque una strada inevitabile in termini scientifici ed assistita dall’inesorabilità della forza del diritto, tanto da richiedere l’intervento della forza pubblica e l’applicazione severa di sanzioni in caso di impedimenti o resistenze agli sradicamenti; dall’altro lato, coloro che si oppongono a qualsiasi intervento di estirpazione – a volte anche rispetto agli stessi ulivi già infetti – e con manifestazioni di protesta tentano di ostacolare le operazioni di distruzione delle piante. Questa polarizzazione delle posizioni si va trasformando progressivamente in un conflitto che, se giungesse fino ad incrinare la fiducia reciproca tra gli esponenti delle parti in contesa o ad alimentare opposti oltranzismi, potrebbe far sorgere alcune preoccupazioni anche sul piano sociale e dell’ordine pubblico.  Da qui la necessità di trovare una linea mediana di approfondimento e prudenza, che salvaguardi dai rischi dell’epidemia, ma non comprometta la biodiversità. Su queste direttrici si muove il ricorso del WWF Italia, che, spinto dal suo comitato pugliese, ha affidato la battaglia legale allo studio della professoressa Gabriella  De Giorgi, ordinario di diritto Amministrativo ed esperta di tematiche ambientali,  all’Università del Salento, coadiuvata dall’avvocato Antonio  Micolani.

 

Novembre 2015 -  Il 21 novembre è la festa degli alberi, occasione per incentivare le buone pratiche ecologiche e prendersi cura della natura. A Lecce la verde ricorrenza quest'anno si festeggia in un luogo di straordinaria bellezza e incredibilmente sconosciuto ai più: la cava sulla strada di San Cesario affidata dai suoi proprietari al Wwf Lecce.

 

È qui che in anni di abbandono e dimenticanza è cresciuta una vera e propria foresta, appena sotto il livello stradale, e i volontari del Wwf stanno cercando di renderla fruibile e aperta tutti. In circa un anno e mezzo di lavoro, anche grazie all'aiuto degli studenti dell'Istituto tecnico agrario "Columella-Presta" che vi hanno condotto uno stage, la cava sta tornando a vivere e in questa pre-apertura si racconterà la sua lunga storia e le diverse anime che l'hanno abitata. L'appuntamento rientra nelle iniziative della Campagna Clima del Wwf Italia, anche in virtù del notevole contributo che questo polmone verde offre, in silenzio, alla città. La cava è visitabile dalle 9.30 alle 12.

 

Info: 339/2742742.

 

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